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[Recensione] Achille e Odisseo – La ferocia e l’inganno

Dimostrazione di forza o astuzia? Lasciarsi trasportare dall’istinto o riflettere, pazientare, studiare la situazione prima di agire? Vivere il presente o pensare costantemente al futuro? Esprimersi senza trattenersi o tacere aspettando il momento opportuno?

Uno è Achille. L’altro è Odisseo. Due uomini che sono l’emblema di tutti gli uomini venuti prima e dopo di loro. Uno rappresenta l’istinto e la voracità della gioventù, l’altro la prudenza e la saggezza della maturità. Due facce della stessa medaglia, due realtà in contrapposizione eppure così simili e complementari.

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In questo breve saggio, Matteo Nucci ci fa fare un viaggio attraverso le opere del cantore cieco e fa un’attenta analisi dei due personaggi protagonisti di Iliade e Odissea. Nucci si sofferma sui loro comportamenti, sulle loro parole, sui loro modi di agire e reagire. Chi sono davvero questi due uomini di cui ancora oggi non possiamo smettere di parlare? Ma soprattutto perché non possiamo smettere di parlarne?

Sono diversi, Achille e Odisseo, ma nella loro diversità riflettono l’umanità intera. Ci mostrano cosa vuol dire essere uomini, sono due modelli differenti di come può essere affrontata la vita: affrontarla di petto, buttandocisi a piè pari, considerare solo l’attimo presente, oppure pianificare, riflettere e manipolare con astuzia guardando sempre al futuro?

Nucci li guarda prendendo in analisi le loro caratteristiche fondamentali, ciò che li rende quello che sono, senza risparmiare i dettagli più piccoli e intimi, che a volte sfuggono ai lettori.

Sì, sono diversi Achille e Odisseo, uno intento a imporsi nell’attimo, l’altro a giocare con il presente per manipolare con astuzia il futuro.

Nell’immaginario comune sono etichettati come eroi e lo sono senz’altro. Ma bisognerebbe capire cosa significa essere eroi, perché spesso associamo questa parola all’immagine di persone sovrumane, magari immortali, vincenti e infallibili, che pensano prima agli altri e poi a se stessi, che non hanno paura e non provano emozioni umane.

Achille ed Odisseo eroi lo sono senz’altro, ma sono la dimostrazione che essere eroi non vuol dire essere “senza macchia e senza paura”, non significa essere superiore agli altri uomini o affrontare il proprio destino senza cercare di contrastarlo.

Entrambi sono messi di fronte alla paura e a tutto lo spettro delle emozioni umane. Sono fragili, piangono, cercano conforto, si arrabbiano fino a provare furia cieca.

Per essere uomini completi, ossia per realizzare la propria umanità nell’eroismo, è necessario misurarsi con ogni parte di sé. Non esiste sfera della nostra condizione mortale che possa essere messa da parte. Meno che mai le emozioni. […] È per questo che gli eroi omerici piangono dall’inizio e alla fine dei poemi senza tregua e indistintamente.

Achille e Odisseo – La ferocia e l’inganno (Matteo Nucci)

Quindi probabilmente questo è uno dei motivi per cui dopo tutti questi secoli non possiamo ancora smettere di parlare di loro. Perché sono uomini fragili, la cui umanità terrena è presente in ogni azione e pensiero. Ci assomigliano o assomigliano a chi siamo stati, a chi saremo o a chi vorremmo essere.

Mentre leggevo questo saggio mi sembrava di essere in aula ad ascoltare una lezione, ma non una di quelle lezioni noiose che fanno continuamente guardare l’orologio in attesa che tutto finisca. Nucci ha scritto un saggio narrato in modo didascalico, ma sciolto e coinvolgente, dal quale traspare tutto il suo amore per la materia. E come ogni bravo professore che parla di ciò che ama, ha saputo trasmettermi quel sentimento in ogni riga.

L’autore ha saputo vestire i panni del cantore e ha raccontato le fragilità della dimensione umana di due eroi diversissimi tra loro, ma che sono modelli che tutt’oggi usiamo per capire chi siamo.

Siamo ferocia? Schietti, spontanei, impulsivi, viviamo nell’istante?

Siamo inganno? Prudenti, attenti, ingannevoli, proiettati al futuro?

O forse siamo entrambi, un po’ Achille e un po’ Odisseo, contrapposizioni di noi stessi, ma ugualmente fragili e interamente umani.

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