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[flop] La guerra dei papaveri

Immagine 2021-01-12 212114Nel 2020 è uscito l’attesissimo libro di R. F. Kuang, La Guerra dei Papaveri edito Oscarvault e, se mi seguite anche su instagram (e se non lo fate ancora vi ricordo che trovate il link al mio profilo nella home del blog!), forse sapete che non mi è piaciuto (sì, lo so, sono l’unica persona sulla faccia della terra). Alt, prima di tirarmi pomodori metaforici fatemi argomentare, vi spiego cosa non mi è piaciuto:

1 – Lentezza e spiegoni: il libro è lento lento lento. Il che di per sé non è sempre un male, ma in questo caso l’ho accusato molto: nella prima parte le cose procedono troppo piano, tanto che mi stava per venire il blocco del lettore e non sapevo se mollare tutto o proseguire. Ma ciò che è peggio sono gli immensi spiegoni: io ho capito che l’autrice deve far comprendere tante cose della situazione geopolitica e del sistema magico, ma la lunghezza delle spiegazioni è spesso eccessiva. Troppo prolissa. Mi sembrava di leggere un libro di teoria dell’università, non un romanzo.

2 – Rin: la protagonista parte bene, mostra una psicologia diversa rispetto alle solite protagoniste. Spesso agisce e reagisce in modo inaspettato. Il modo che ha di pensare, di affrontare i problemi o di mostrare determinazione fa venire voglia di analizzarla più approfonditamente. Tuttavia, quelle che potevano essere buone qualità del personaggio, nel corso della storia diventano note che stonano. Rin a volte è troppo. Troppo tutto: quelle caratteristiche potenzialmente positive e vincenti vengono portate all’estremo e questo me l’ha fatta risultare antipatica e le ha fatto perdere veridicità ai miei occhi.

3 – Altan: (cerco di essere il più generica possibile, ma se non hai ancora letto il libro e non vuoi sapere proprio niente non leggere, io ti ho avvisato!) considerato tutto io capisco il suo cambiamento e i suoi comportamenti, ma è stato tutto troppo improvviso. È passato da leader interessato, quasi affettuoso verso i suoi sottoposti ad essere mancante, scostante, irascibile, disattento, violento, incurante… ripeto: visto ciò che accade lo capisco, ma il tutto avviene troppo repentinamente, il passaggio avrebbe dovuto essere più graduale. Oppure, proprio in virtù della sua storia, avrebbe dovuto essere sempre sul limite, in bilico, per poi crollare e diventare come l’abbiamo visto verso la fine (e mai essere come si è mostrato all’inizio della seconda parte del libro).

Queste sono in realtà solo le cose principali, ma anche la narrazione di per sé non mi ha coinvolto e non mi sono affezionata a nessun personaggio.

Capisco obiettivamente l’immenso lavoro dell’autrice, una scrittrice indubbiamente validissima, come comprendo l’importanza della rappresentazione che ha portato avanti (a livello di personaggi, cultura, tradizioni), ma non è bastato: ne La Guerra dei Papaveri non ho trovato tutto ciò che ci hanno trovato gli altri lettori.

Insomma, tra me e la Kuang non c’è stato feeling.

Raccontatemi una vostra unpopular opinion!

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