Film e Serie Tv

[serie tv] Netflix Shadow and Bone – recensione spoiler free

Vedere la trasposizione di un libro è il sogno e l’incubo di ogni lettore.

Negli ultimi anni sono stati tantissimi i romanzi che hanno preso vita, inizialmente soprattutto al cinema, ma ultimamente anche in televisione.

Sono tante le serie tv che sono state ispirate a romanzi, pensiamo in primis al Trono di Spade, un successo mondiale che ha unito lettori e non. Il Trono di Spade ha messo in evidenza quanto sia complicato accontentare i lettori (le critiche erano sempre dietro l’angolo), ma allo stesso tempo ha dimostrato che è possibile creare una serie tv fantasy ben fatta.

È inutile negare il fatto che spesso, quando parliamo di trasposizioni di romanzi fantasy, i risultati non sono un granché. Potrei fare mille esempi, ma il primo che mi viene in mente è la serie tv Netflix di Shadowhunters: al di là della precisione o meno dei fatti raccontati (precisione in ogni caso inesistente, a sentire i fan dei libri di Cassandra Clare), il budget e le capacità messi in campo non sono stati sufficienti per creare un prodotto che fosse quantomeno accettabile, rendendo la serie tv un prodotto di basso livello, in alcuni casi anche piuttosto imbarazzante.

Cosa vogliamo noi lettori quando viene annunciata la trasposizione di un romanzo che abbiamo amato? Semplice: un racconto preciso di tutti gli accadimenti dei libri, virgole comprese.

Ok, si scherza (ma nemmeno troppo), però è normale che ci sia il desiderio di avere un prodotto che rispetti la storia originale senza grandi stravolgimenti ed è il minimo chiedere che gli effetti speciali non sembrino fatti con il Playdoh.

E qui si ritorna all’inizio: la trasposizione di un libro è il sogno e l’incubo di ogni lettore.

Perché quanto è bello poter finalmente vedere davanti ai propri occhi i personaggi tanto amati, viaggiare in quel mondo misterioso, vivere le emozioni della storia che ci ha fatto battere il cuore? Ma quanto ci rimaniamo male se il risultato è deludente?

Ecco perché ero ansiosa di sapere cosa ne sarebbe stato della serie tv Shadow and Bone, tratta dai romanzi di Leigh Bardugo.

Ho passato un anno a cercare di non pensarci e l’ultimo mese prima dell’uscita a cercare (inutilmente) di contenere hype e eccitazione.

E ora che è uscita, cosa ne penso? Andiamo per gradi.

Trama

La cosa che mi preoccupava di più era la trama. La decisione di unire la storia della trilogia di Tenebre e Ossa con quella della duologia di Sei di Corvi era potenzialmente letale.

Come unire due storie che non hanno niente a che vedere l’una con l’altra? Come far coesistere due gruppi di personaggi che vivono situazioni completamente diverse?

Incredibilmente, la soluzione trovata dagli sceneggiatori funziona, funziona davvero.

I Corvi si inseriscono nella trama di Tenebre e Ossa in modo fluido, rimanendo fedeli a loro stessi. Ho sofferto il loro essere stati “declassati” a personaggi secondari, dato che sono i miei personaggi preferiti e quelli che hanno più da dire. Tuttavia era inevitabile dato che la serie tv prende il nome dalla trilogia la quale, quindi, è il motore trainante della storia.

Nonostante questo grande stravolgimento, la trama riesce ad essere fedelissima ai romanzi, quasi al dettaglio. Spesso anche alcuni dialoghi sono esattamente quelli dei libri. Io non posso fare a meno che apprezzare questa caratteristica, mi è sembrata una forma di rispetto per noi lettori.

Effetti speciali

Il grosso del budget è sicuramente stato sfruttato per costruire la faglia. Questo gigantesco muro di oscurità che divide Ravka in due è infatti costruito molto bene, al contrario di altre parti leggermente meno curate, ma onestamente non me la sento di criticare niente (nemmeno Alina che si accende come una lampadina). In linea generale ha tutto incontrato i miei gusti e trovo il risultato finale in accordo con il budget stanziato per la serie.

Diciamolo pure senza problemi: sono sicura che abbiamo tutti visto di peggio.

Nonostante le mie precedenti esperienze con i fantasy (soprattutto prodotti Netflix) non siano state sempre ottimali, in questo caso il prodotto finale è assolutamente accettabile.

Personaggi e interpreti

SHADOW AND BONE (L to R) Ben Barnes as General Kirigan and Jessie Mei Li as Alina Starkov of SHADOW AND BONE Cr. DAVID APPLEBY/NETFLIX © 2021

Se la fusione Tenebre e Ossa e Sei di Corvi mi preoccupava, non è stato così per il cast. Gli attori scelti mi sono piaciuti fin dal giorno uno e non mi hanno delusa.

Hanno incarnato perfettamente lo spirito dei personaggi, ognuno di loro sembra preso direttamente dalle pagine dei libri, plasmato alla perfezione, in alcuni casi sono anche meglio dei libri.

Alina ha più carattere, Mal diventa finalmente quel personaggio che doveva essere nei libri e che invece non è stato. Nonostante non apprezzi la coppia, devo ammettere che nella serie tv funzionano e hanno un perché.

Il Darkling, o Generale Kirigan, è interpretato magnificamente da un Ben Barnes che è riuscito a cogliere ogni aspetto del personaggio, il potere immenso, l’efferatezza e la fragilità che si intravede nelle crepe della sua armatura. Non ho apprezzato una certa rivelazione che è stata fatta su di lui, che nei libri avviene solo più avanti ed è carica di importanza, mentre nella serie la spiattellano come se niente fosse.

SHADOW AND BONE (L to R) KIT YOUNG as JESPER FAHEY, AMITA SUMAN as INEJ GHAFA and FREDDY CARTER as KAZ BREKKER of SHADOW AND BONE Cr. DAVID APPLEBY/NETFLIX © 2021

Ho apprezzato moltissimo Kaz, Inej e Jesper: il trio funziona anche se purtroppo, per questioni di trama e tempo, sono poco approfonditi. Questo può portare un non lettore a non capire completamente alcune dinamiche (perché Inej sa fare l’acrobata? Perché Kaz porta i guanti?). Sicuramente (almeno spero) in futuro queste domande troveranno una risposta, ma, forse, se avessero fatto qualche puntata in più avrebbero potuto dare una prima infarinatura per far legare meglio il pubblico con i personaggi.

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Danielle Galligan as NIna Zenik and Calahan Skogman as Matthias Helvar of SHADOW AND BONE Cr. DAVID APPLEBY/NETFLIX © 2021

La storyline di Nina e Matthias è completamente distaccata dal resto, ma è stato impossibile non godermi il loro spazio sullo schermo. Sono il ritratto dei personaggi creati dalla Bardugo e la loro chimica è evidente. Non vedo l’ora che il cerchio si chiuda ed entrino definitivamente a far parte della storia.

La gestione di tanti personaggi in 8 puntate non è facile e inevitabilmente c’è chi ne ha sofferto, questa è una delle poche cose che mi sono dispiaciute. Perché, a parte i personaggi centrali, ci sono anche tutti i Grisha come Genya, Zoya, David che formano sì il sottobosco della storia, ma sono importanti per meglio comprendere il sistema magico. Sicuramente avrei apprezzato se avessero fatto almeno un paio di puntate in più, prendendosi del tempo per approfondire meglio alcuni aspetti che sono stati trattati con più superficialità.

Considerazioni finali

Per me questa serie tv è un grande sì. È perfetta? Sicuramente no, ma credo che un lettore non possa desiderare di meglio. La storia e i personaggi sono stati trattati con assoluto rispetto, non c’è stato uno snaturamento ma, se mai, un miglioramento, uno smussamento di alcuni angoli imperfetti. Netflix non ha ancora ufficialmente annunciato la seconda stagione, ma spero davvero lo facciano presto perché è una serie che merita e sono sicura che possano dare ancora tantissimo.

Voi l’avete vista o la guarderete? Fatemi sapere quali sono i vostri pensieri a riguardo!

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